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Al buio

Racconti Poesie Favole

di Claudio Tonelli

Sono al buio.
Sto cercando a tastoni l'interruttore ma non lo trovo. Mi muovo calmo, ma il cuore batte all'impazzata e il suo rumore è così assordante che d'istinto metto la mano sopra il petto per farlo tacere. Tum, tum, tum, le tempie battono lo stesso ritmo, tum, tum, tum, così anche il collo, tum, tum, tum.
Ho le mani fredde e sudate, i piedi pesanti, le gambe rigide. Ho la testa appoggiata al muro. Non riesco ad immaginare il mio viso. Per quanto mi sforzi di ricordare il mio volto, non ce la faccio. Allungo la gamba destra, e il mio piede si imbatte in un qualcosa di duro ma non statico. Dal rumore mi sembra una sedia. Strano, ma non c'è mai stata una sedia li. Ma lì dove? Ancora tum, tum,tum. Dio, che rumore assordante! Cielo, mi abbasso di scatto, qualcosa, qualcuno mi ha sfiorato, lancio un urlo, un urlo e grido, grido forte tutta la mia rabbia e smetto solo quando la gola mi fa male. Ma dove sono? Doveeee? Mi tocco i vestiti, un pullover di lana e, credo, un paio di jeans. Io sono allergico alla lana e non ho mai comprato indumenti di questo genere. E allora perchè lo indosso? La mia mano passa velocemente con timore lungo i lineamenti del viso, della testa. Poi improvvisamente la tolgo dal punto in cui era per spedirla lontana, via da me, dai miei incubi. Comincio a singhiozzare, stento a trattenermi. La mia mano è corsa rapida sulla testa e cercava il delicato contatto con i capelli, ma non c'erano. Li ho sempre avuti. Perchè ora non ci sono? Anche nel buio più profondo dopo qualche attimo, l'occhio si abitua all'oscurità eppure io continuo a non vedere assolutamente nulla. Non vedo l'ambiente, non vedo me stesso



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