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i Con e i Sil

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Questa è una storia di tanti anni fa.

Una volta esistevano due mondi. Il mondo dei Con e il mondo dei Sil.

Nel mondo dei Con regnava molta confusione, mentre in quello dei Sil, c’era molto silenzio.

Tutti e due i mondi avevano un RE, il Re Con e il Re Sil.

Gli abitanti Con erano allegri, simpatici e burloni. Amavano chiaccherare e divertirsi. Avevano sempre il sorriso sulle labbra. Erano spensierati e un po’ spericolati e molto disattenti.
Facevano sempre molta confusione e non mettevano mai a posto le loro cose.

Gli abitanti Sil erano esattamente il contrario.
Erano silenziosi e pensosi. Erano molto precisi e pignoli. Camminavano come delle ombre e non parlavano mai. Comunicavano solo con lo sguardo e il pensiero.

Gli abitanti dei due mondi, quello dei Con e quello dei Sil andavano perfettamente d’accordo e il brio e la giocosità dei Con piaceva molto ai Sil, così come il loro silenzio era apprezzato dai Con.

Un giorno il Re Con decise di costruire una ferrovia affinchè tutti gli abitanti del loro mondo avessero la possibilità di andarlo a trovare.

E così il Re Con diede inizio ai lavori e promise a tutti gli operai una ricompensa di 100 confetti per ognuno.
Ricevere un confetto era considerato un grande onore, perché era un cibo molto prelibato, ma riceverne addirittura cento, era un qualcosa di fantastico.

Così gli operai Con si misero subito all’opera, si divisero in squadre, ogni squadra aveva il suo capo cantiere e ogni capo cantiere aveva un compito da svolgere.
Sembrava proprio una bella organizzazione.
C’era la squadra Con dei guidatori che con i camion portava le rotaie di ferro, poi c’era quella dei facchini che portava le traverse di legno, poi la squadra Con dei chiodatori che dovevano mettere i chiodi sopra le traverse in modo che la squadra Con dei martellatori potesse inchiodarle con i loro martelli.
C’era proprio un bel via vai.

Nell’altro mondo, il Re Sil pensò: “Il Re Con ha avuto proprio una bella idea, anch’io voglio costruire qualcosa che mi avvicini al mio popolo, io costruirò un ponte;  per tutti coloro che parteciperanno a questo grande evento prometto 100 silenzi d’oro.
I silenzi d’oro erano monete molto preziose e grandi che venivano appoggiate sul petto, così da sentire il battito del proprio cuore e diventare sempre più buoni e calmi.

E così avvenne.

Il Re Sil disse della sua idea al popolo che abbassando il capo lentamente, approvò.

Così anche i Sil iniziarono i lavori.

In perfetto silenzio, gli operai si divisero in squadre, tutte perfettamente allineate. Gli operai erano in ordine di altezza e tutti avevano la tuta da lavoro perfettamente in ordine e stirata, con le scarpe lucidissime.
Iniziarono con il cemento e con l’acqua, poi andarono a prendere i mattoni e i fili di acciaio. Una gru portava i pezzi più pesanti per incastrarli tra di loro.
Sembravano tante piccole formiche, in fila indiana, composte, che eseguivano i compiti con perfetta diligenza.

E così sia il Mondo dei Con che il Mondo dei Sil si davano un gran da fare per portare a termine i loro progetti.

Ma, già dal primo giorno, ci furono delle difficoltà.

Eh si, perché i Con erano allegri, volenterosi, bravi ma anche molto  distratti. E così dimenticavano il martello sotto una sedia, oppure i chiodi dentro un secchio.
E dai Sil succedeva la cosa contraria. Nessuno si dimenticava di niente, però essendo molto pignoli e precisi non sopportavano che le scarpe si sporcassero con il cemento e che i chiodi non venissero piantati perfettamente diritti.
Cosi i Con non trovavano gli attrezzi per lavorare e i Sil erano sempre a lucidarsi le scarpe.
E i lavori non andavano avanti.

Così, i Con e i Sil erano proprio in difficoltà.

I Con piangevano perché non avrebbero avuto i 100 confetti e i Sil erano tristi perché non avrebbero potuto ascoltare i 100 silenzi d’oro.

Il Re Sil, preoccupato, ebbe un’idea. Fece venire a corte il saggio del loro mondo:
IL SIGNOR SIL.
Il Signor Sil era un tipo molto particolare. Era l’unico dei Sil che poteva parlare anche a voce alta.
A volte indossava un cappello che lui definiva  “il suo sapere”, perché quando doveva risolvere un problema, se lo toglieva, vi guardava dentro e diceva che cosa si doveva fare.

Così si presentò davanti al suo Re che disperato gli comunicò la terribile sventura. Anche l’altro Re, quello dei Con, arrivando di corsa, si gettò ai piedi del Signor Sil supplicando che trovasse una soluzione.

Il Signor Sil, con calma, osservò i due Re. Si tolse il cappello e ci guardò dentro.
“Uhmm uhmm uhmmm”
Poi, si sedette e con calma disse:
“Noi viviamo in due mondi, il Mondo dei Con e il Mondo dei Sil. Apparentemente siamo perfetti, perché viviamo in armonia e nessuno ha bisogno degli altri.
Nonostante però questa nostra perfezione, non riusciamo a realizzare una semplice ferrovia o un semplice ponte.
Forse, non siamo così perfetti come crediamo”

Questa parole furono come delle frustate per i due Re, che subito si alzarono in piedi agitando il loro scettro, chiedendo spiegazioni su tali affermazioni. I due Re non avevano mai messo in dubbio la loro perfezione.

Con atteggiamento compassato, il Signor Sil continuò:
“I nostri mondi non sono perfetti perché noi non siamo perfetti, ma per avvicinarci a questo dobbiamo sforzarci di fare una cosa:
dobbiamo cercare l’aiuto degli altri e dobbiamo darlo a chi ce lo chiede”.
“ I Con sono estroversi e simpatici ma sono sbadati, mentre i Sil sono precisi ma troppo pignoli. Alcuni Sil vadano ad aiutare i Con e alcuni Con vadano ad aiutare i Sil”.

Così fecero, e … che meraviglia!

I lavori ripresero con un ritmo incessante. I Con lavoravano a più non posso e quando si dimenticavano gli attrezzi subito i Sil glieli riportavano,  e in men che non si dica, i Con costruirono la ferrovia e i Sil il ponte, così che le genti potessero ammirare i loro Re.
E visto che avevano collaborato e si erano trovati bene, decisero di vivere in uno stesso Mondo e di sposarsi tra Con e Sil, senza più distinzione. E così i Con fecero assaggiare i loro pregiati “confetti” ai Sil, che a loro volta fecero ascoltare i “silenzi d’oro” ai Con.

Avevano capito che donare il proprio aiuto era stato il loro gesto vincente.

E il Signor Sil?

Il Signor Sil gira ancora tra di noi. E’ sempre silenzioso e non è facile vederlo.
Anche se ha l’aria un po’ pensierosa, non dovete preoccuparvi.
E’ vicino a voi perché cerca di proteggervi. E’ sempre buono con tutti e se può, è molto felici di aiutarvi.
Quando fate qualcosa di sbagliato, lui cerca di sistemare le cose. Però anche voi dovete aiutarlo facendo le buone azioni.


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