Notte insonne - Il sito di Claudio Tonelli

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Notte insonne

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Per riuscire a stare meglio a volte è necessario liberarsi, in tutti i sensi....
Un bel respiro forte... mi faccio coraggio....  e spingo invio.
                                                                               A.



Emozioni e pensieri strampalati di una notte insonne.

Io a ‘sta cazzata degli opposti che si attraggono non ci ho mai creduto. Perché a volte succede che qualcuno si alza alla mattina e decide di spararne una grossa. Così, per farsi sentire... per farsi notare dagli altri. E non gli interessa di essere smentito, di far la figura di quello che ha detto una stronzata. Non è che pensa: Potevo starmene zitto, in effetti ho sparato una cazzata. No! Lui si salva sempre perché dice: Ma non hai capito. Era una provocazione! E così fa sentire in difetto gli altri, li fa sentire dei totali idioti che hanno perso tempo a controbattere mentre non avevano capito che non bisognava prendere la cosa così alla lettera. Che era solo una provocazione!
–    La merda profuma.
–    Ma non è vero, studi scientifici dimostrano che…
–    Ma non hai capito.... era una provocazione! Era per dire che se uno è felice, se uno è innamorato, per lui in quel momento la merda profuma.
–    Che sciocco a non aver capito questa cosa così elementare, ma al contempo così profonda, densa di significato...
Così ognuno è libero di dire ciò che vuole, anche le più assurde stronzate possono essere vere e accettabili.
Comunque, per me questa storia degli opposti che si attraggono era una vera cavolata... o una provocazione. Forse era giusta in ambito scientifico, in matematica, o non so bene in quale altra materia, ma non nella vita reale. Nel libro della vita, paragrafo sentimenti, o semplicemente accoppiamenti, non doveva essere scritta, non c’entrava nulla.
Mai sentito che i bei ragazzi siano attratti dalle brutte ragazze.  Non ci credo.
L’odio attrae l’amore. Ma non è vero!
Nella vita tutto può succedere, però arrivare ad avvalorare la tesi degli opposti che si attraggono mi sembrava cosa assai remota.
Ma la vita spesso ti inganna, ti porta a smontare piano piano le tue convinzioni. Anche quelle poche che ad una certa età ti rimangono.
.......

La settimana scorsa avevo passato un periodo di crisi, mi sentivo depressa, triste.
E cos’è che ti fa stare sempre così male?
L’amore. O l’assenza di amore (ma questi sono due opposti… non è che si attraggono?!?)
In realtà anche qualche mese prima di partire per le ferie estive ero già stata male ma pensavo di aver superata la crisi. Faccio sempre così, sto male una o due settimane poi pian piano riesco a farmene una ragione e inizio a star meglio. Inizio ad autoconvincermi che sono forte, che posso farcela, che ho una vita piena di soddisfazioni... penso solo alle cose positive che ho, che mi circondano, e mi convinco di essere felice. E’ un’automedicazione, non serve la ricetta del medico. Me la faccio io... mi curo da sola. E inaspettatamente la cura funziona, riesco a reagire e mi scopro inaspettatamente guarita.
E invece no, questa volta qualcosa non aveva funzionato, stavo male di nuovo. Perché? Ferita nell’orgoglio? Nel cuore? Perché quando qualcosa finisce, un’amicizia, un amore, ti fa comunque stare male? Non lo sapevo, rimaneva il fatto che ero profondamente triste, mi sentivo sola e niente mi faceva stare meglio.         
Mi ripetevo quando si chiude una porta, ti si apre un portone. Altra cazzata... o provocazione… ma in quel momento volevo crederci o la disperazione avrebbe preso il sopravvento.
Insomma, una settimana di merda e con tutta me stessa speravo, desideravo intensamente, di ricevere un sms, un semplice invito, magari da un amico che non sentivo da tempo, per uscire dalla mia cupa quotidianità. Una via di fuga dalla mia disperazione.
Dovevo pensarlo forte, intensamente. Quando si desidera profondamente una cosa questa arriva. E non è una cazzata. Non è una provocazione. A me succede. Spesso.
E allora su... pensiamoci… forte… più forte… ancora più forte…
Niente... pazienza. Ritenta, la prossima volta sarai più fortunata.
.......
In piena notte mi sveglia un sms. Piena notte... era appena mezzanotte e mezza! pensavo fosse più tardi.... Sarà il mio amico poeta matto, alle due di notte può aver voglia di dichiarare al mondo che IO... CON VOI... STO BENE... Me lo può dire anche alle 5 del pomeriggio, ma a lui queste ispirazioni vengono di notte! Così uno si sveglia improvvisamente... il cuore gli sobbalza, e quando legge il suo messaggio il cuore pulsa ancora... forte... e qualsiasi cosa lui dica questo ha certamente più valore perché si sincronizza al battito del tuo cuore. E allora lui fa così, alle 3 di notte lui ti scrive, FORSE LA VITA NON E’ STATA TUTTA PERSA.. FORSE QUALCOSA SI E ’SALVATO. TI AMO... Donna, uomo, amico, non ha importanza, lui ti ama!
Chissà cosa dovrà comunicare al mondo adesso... lo leggerò domani il suo sms, non ho voglia di alzarmi. Ma no, forse è meglio che lo legga ora... e se ha bisogno di conforto? La notte è lunga, e se si sentisse solo come me, e se avesse bisogno di una parola, ora? Ok, vediamo che dice...
No, non è lui... è l’invito che aspettavo! Cavolo, stavolta l’ho proprio urlato forte al mondo il mio bisogno di aiuto, eccolo lì servito su un... cellulare, il mio cellulare.
Ti va di uscire per una pizza mercoledì?
Certo che mi và. Mi andrebbe anche un caffè con lui. Mi basterebbe. Perché so che mi fa stare bene, e Dio sa quanto ne ho bisogno in questo momento. Non ci vediamo spesso, ma in alcuni momenti entrambi sentiamo il bisogno di rincontrarci.
.......

E’ arrivato mercoledì, ma è una giornata di merda, inizio a piangere sin dalla mattina. Mi sento triste e sola. Il mio... il mio.... il mio cosa? Il mio compagno? No, mi sa di politica... Il mio fidanzato? No, non lo sa nessuno, che fidanzato è? Il mio amante? No, essere amante presuppone che ci sia un altro lui o un’altra lei che in questo caso non c’è. Vabbè... quello lì..., il tipo di turno, non si fa sentire, non so bene il motivo, lui fa l’offeso ma per le parole che mi ha detto dovrei essere offesa io! E’ vero, gli ho messo giù il telefono, ma dovevo continuare a sentire le sue ingiuste offese? Mi hanno colpito al cuore e non ho voluto più ascoltare. Mi aspettavo almeno dei chiarimenti. Ho bisogno di sentirlo, questo silenzio mi tormenta, mi fa stare male.
Mi sento ingiustamente punita.
E allora cedo, mi allontano dall’ufficio, faccio io la chiamata, almeno gliene sparo quattro e così dopo starò meglio. Ma non è servito, sto peggio di prima. Ma perché l’ho chiamato? Che stupida! No, io in ufficio non ci rientro, non ce la faccio, e poi che ci vado a fare? Non ho niente da fare oggi, il capo è via. Entro in auto, accendo la radio... più forte... ancora più forte... devo gettare via le lacrime, mica posso entrare in ufficio così! Io sono una donna serena, pacata, che non si lascia andare alle emozioni, sono forte, non ho bisogno di aiuto e di nessuno. Ho tirato su due bimbe da sola, io!
Ricomponiamoci, riflettiamo… stasera hai l’invito, hai una via di fuga. Gioca il jolly, direbbe il mio amico poeta. Meno male, un qualcosa a cui aggrapparmi ce l’ho. Bene… oggi non sprofonderò.
Sempre più confusa qualcosa mi passa per la mente, un pensiero, un piccolo capriccio per sentirmi un po’ meglio... Mi piacerebbe ricevere un altro invito, quello dell’ultima ora che mi fa sempre il mio amico poeta matto. Io a lui dico sempre di si. A volte sarei tentata di starmene a casa, per pigrizia o perché ho già la cena pronta, ma a lui non riesco mai a dire di no, ti chiede le cose in una maniera... e poi è un modo per farmi uscire, per distrarmi e ricaricarmi, per spezzare la settimana, per avere anche l’occasione di vedere il tipo di turno che altrimenti non vedresti perché ultimamente si esce solo con gli amici.
Dai... su... fammi un sms, invitami fuori, perché questa volta voglio risponderti in maniera diversa. Voglio dirti che... Grazie, ma stasera ho un altro invito!
Dai urlalo forte, fatti sentire… Incredibile, di questi giorni urlo veramente forte. E’ arrivato un sms... è il poeta matto.
Ciao, vi va di affogare la nostra tristezza in una pizzeria?
Evvai!!! ho già la risposta pronta:
Caro amico… ti è mai successo di non sentir la terra sotto i piedi e avere le vertigini per questo? Beh… oggi mi sento così. E ho accettato un invito perché so che mi farà sentire bene. Scusa, ma oggi spero proprio di non incontrarti! Lo rileggo. Perfetto così. Invio.
Risposta: Ti amo. Vai pure. Liberati. Di tutto. Ti voglio un sacco di bene.
Si, farò proprio così, stasera voglio liberarmi. Non ho voglia di recitare la parte di quella che a lei va tutto bene, che riesce sempre a sostenere gli eventi.
No, oggi voglio liberarmi, voglio dire che sto male. Mi pesa dire che non mi sento amata, che forse sta finendo un rapporto, che forse sarò di nuovo sola, ma ho bisogno di aiuto e se non parlo nessuno mi darà conforto.
E poi comunque lo vedrà dai miei occhi che non va tutto bene, sono arrossati, gonfi. Qua ci vuole un buon trucco, devo essere carina, almeno quella volta che esco! Cavolo.. ma mancano dieci minuti non ce la farò mai! Meno male… sta ritardando, qualche minuto in più per nascondere le occhiaia e cercare un vestito decente che mi faccia sembrare ancora in forma.
Squilla il cellulare. E’ arrivato. Un tuffo nel passato. Che bei momenti che ho trascorso con lui. Indimenticabili, per me. Chissà, per lui…
.......
….Come mi sa capire, come mi fa sentire bene!
Mi aveva detto di avere una notizia bella da darmi, ma se la tiene stretta ancora a sé, non può svelarla ora, la sprecherebbe. Perché capisce che non sono dell’umore giusto, allora prima si deve occupare di me, poi in seguito potrà raccontarsi.
Io sono al massimo della tristezza, con una sensazione di vuoto profondo che mi fa sentire le vertigini.
Lui, al contrario, al massimo della gioia, per una insperata vittoria finalmente raggiunta dopo anni di crisi.
Due opposti… che si stanno avvicinando.
Perché hanno bisogno di incontrarsi, di attirarsi l’uno all’altra, perché entrambi vogliono condividere le proprie emozioni, troppo grandi per riuscire a stare dentro al loro involucro.
Mi fa parlare... mi fa dire ciò che oggi ho voglia di dire e capisce che mi deve aiutare.
E lui sa sempre trovare le parole giuste, che non sono solo dei semplici e banali incoraggiamenti, ma sono come pillole miracolose. Tipo la Tachipirina, ne prendi una e in pochi minuti ti fa passare la febbre, da 40 a 37! E così sono le sue parole... delle pillole che ti fanno subito sentire meglio.
Prendile su, non sono amare… Sono dolcissime... Guardiamo però le controindicazioni… ti fan venire le lacrime agli occhi!
Perché lui non si limita a dirti le solite, stupide, banali frasi Su dai.... vedrai che tutto passa… Ma che cazzo ne sai che passerà? Prevedi forse il futuro? ...certi goffi tentativi di incoraggiamento mi fanno ancora più arrabbiare.
Invece lui no, lui non è così banale, lui sa dirti le parole giuste. Anche lui è un poeta, un romantico.
Le parole… che arte saperle mettere insieme!
E poi ha una voce… tranquilla... profonda... che ti entra dentro, sotto la pelle.
E lì rimane.
E anche questa volta ha trovato le parole giuste, non poteva dirmi cose più belle.
La febbre è scesa... improvvisamente... Sto bene. Molto bene. Mi sento completamente guarita. Di più…
E ora è il suo momento, di inondarmi della sua felicità che lui ha voluto condividere con me. Sì, ho capito bene, con me!
E ora non mi sento più sola e inutile.
Mi sento felice anch’io insieme a lui, mi sento di provare la sua stessa gioia per la vittoria raggiunta. Non sto semplicemente meglio. Sto bene. E sono felice.
Gli opposti si attraggono.
La tristezza e la gioia si sono uniti, ma ora non sono più opposti. Da una parte la tristezza non c’è più, si è unita alla gioia in un abbraccio finale, armonioso e perfetto. Un abbraccio che crea un contatto, quel contatto che prima ti intimorisce ma poi rafforza.
.......
Sto bene, sono felice, devo dirlo a qualcuno, non riesco a tenermi dentro questa ritornata felicità.
E’ l’una e mezzo di notte… e a chi lo dico? E’ troppo tardi ormai. No! Lo so io a chi lo dico... lo dico al poeta pazzo, a lui che quando deve esternare le sue emozioni mica guarda l’ora, lo fa e basta! Anche in piena notte.
Bene, oggi lo faccio io! Stanotte lo sveglio io, di soprassalto, lo faccio saltare giù dal letto, gli faccio sobbalzare il cuore!
...ho seguito il tuo consiglio, mi sono lasciata andare e ora sono felice. Invio.
Era sveglio. Mi risponde subito:
Ti leggo felice... a quest’ora. E ti inondo… di tutto… notte amica bella.
Mi vedo raffigurata la scena, lui che mi inonda... di tutto... Sorrido. Alle due di notte sorrido. Stamattina non ci avrei mai creduto. Rido!
Che matto che è il mio amico. Che pazze le sue parole.
Io amo i poeti.
                                  A


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